Nato a Pistoia nel marzo del 1941, Alberto Marradi fu studente della facoltà di Scienze politiche Cesare Alfieri dove si laureò avendo come relatore Alberto Spreafico. Essendo parte del gruppo degli allievi di Giovanni Sartori, fu da questi indirizzato verso i problemi metodologici delle scienze sociali e della ricerca sociale empirica. Cresciuto all’interno del programma sartoriano di fornire alle scienze sociali italiane il solido apparato metodologico che proveniva dall’eredità neoempirista delle scienze sociali americane dal secondo dopoguerra per tutti gli anni cinquanta, Marradi divenne un critico delle rigidità e inadeguatezze di quella tradizione. La sua critica è sintetizzata da un suo articolo del 2010, Misurazione, esperimenti, leggi: il sillogismo scientista: la sua caratterizzazione critica del sillogismo è la seguente:
Premessa maggiore: Anche noi scienziati sociali aspiriamo a godere dei successi, del prestigio, delle risorse, del potere degli scienziati fisici. (…)
Premessa minore: Per conseguire gli stessi successi delle scienze fisiche si deve percorrere lo stesso itinerario che hanno seguito quelle scienze.
Prima conclusione: Pertanto si deve misurare, sperimentare, cercare leggi, e ostentare disprezzo per strumenti intellettuali antichi e venerabili, come la classificazione.
Seconda conclusione: Quanto meno si misura effettivamente, si realizzano veri esperimenti, e si trovano vere leggi, tanto più conviene impegnarci a parlare di misurazione, di esperimenti e di leggi, perché quello che conta è l’immagine.
Questa sua posizione antipositivista, tuttavia, non lo ha mai portato a rifiutare l’importanza di una riflessione metodologica prescrittiva o a cedere al richiamo di derive decostruzioniste o anti-metodologiche. Il suo sforzo ha continuato a essere quello di perseguire un rigore scientifico della ricerca sociale e delle scienze sociali e umane che fosse empiricamente e logicamente adeguato ai loro oggetti ed alle secolari tradizioni di indagine, teoriche e applicate che li strutturano, a partire dal riconoscimento del valore della c.d. ricerca qualitativa. Uno sforzo che si è espresso soprattutto nel promuovere, seguire e indirizzare concreti percorsi di ricerca sociale empirica di generazioni di suoi allievi, più o meno senior, sostenendoli con un'irriducibile riflessività metodologica in un magistero tanto umile quanto continuo e intransigente. Ed è come insegnante generoso e sempre disponibile (al limite dell’invadenza) che è ricordato da molte generazioni di suoi allievi in Italia e all’estero (soprattutto in America Latina)
Alberto Marradi è stato professore ordinario di Metodologia delle Scienze Sociali presso le Università di Bologna (1981-86) e Firenze (1986-2011). Nel 2013 è stato nominato professore emerito dal Rettore dell'Università di Firenze.
Dal 2001 ha diretto il Master in Metodologia presso uno degli atenei di Buenos Aires.
Dal 2008 ha insegnato nel dottorato internazionale di scienze sociali della Universidad de Buenos Aires.
Ha diretto, dal 1987, la collana Metodologia delle Scienze Umane della Sezione di Metodologia dell'Associazione Italiana di Sociologia. È stato presidente del Committee on Conceptual and Terminological Analysis e vicepresidente del Research Committee on Methodology dell'International Sociological Association.
E' autore di Concetti e metodo per la ricerca sociale (3° ed. 1987), L'analisi monovariata (2° ed. 1995), Linee guida per l'analisi bivariata dei dati nelle scienze sociali (1997), Raccontar storie. Un nuovo metodo per indagare i valori (2005), Metodologia delle scienze sociali (2007). E' co-autore (con Carlo Tullio-Altan) di Valori, classi sociali, scelte politiche. Indagine sulla gioventù degli anni settanta (1976); (con Maria Fobert Veutro) Sappiamo dire cos'è una sedia? (2002); (con Giovanni Di Franco) di Analisi dei fattori e analisi in componenti principali (2004) e di Factor Analysis and Principal Component Analysis ( 2013).
Ha curato numerose antologie: Metascienza (1985); Costruire il Dato (1988); Las Ciencias Sociales seguirán imitando a las Ciencias Duras? Un Simposio a Distancia (2015); (con Giancarlo Gasperoni) Costruire il dato 2 (1992) e Le scale Likert (2003); (con Giampaolo Prandstraller) L'etica dei ceti emergenti (1996). Tra i suoi ultimi lavori, La conoscenza: i problemi (2022).
